SKUA1852 Pesaro - Calasetta Calasetta - Tenerife Tenerife - Martinica

Tenerife - Martinica

1

Preparativi per la partenza

Cambusa tra calorie e spazi ristretti, bere come piante grasse, istruzioni sulle dotazioni di sicurezza, ispezione delle 5 grab bag, simulazione dell’abbandono barca, tabella dei turni di governo guardia e riposo, tutte ricette “one pot”, salire e scendere dall’albero, lasciare traccia del passaggio sul molo di Santa Cruz de Tenerife e soprattutto trovare un buon feeling tra l’equipaggio!

Dal diario di bordo / 10-11 gennaio 2026 / Santa Cruz de Tenerife. Elenco dei preparativi: Spesa secco, spesa fresco, sostituzione guarnizioni tazza WC Orvea Baltico, ripristino sifone pompa/lavello, lavaggio serbatoi acqua, pratiche burocratiche, protezione randa-crocette, stivaggio interno, sostituzione bombola gas, ripristino dell’asta IOR divelta e andata persa durante la nostra assenza! Test vari elettronica, connessioni e batterie.

2

Oltre le Canarie: Atlantico

Nel porto di Santa Cruz di Tenerife non c’è il distributore di carburante. Rispetto alle quasi 3000 miglia che devono percorrere il vero carburante sarà il vento. Fanno comunque tappa a Radazúl, dove imbarcano 310 litri di gasolio. Durante il rifornimento Marco fa il palombaro in apnea e ispeziona con cura l’opera viva di Skua. Escono dal piccolo porto di Radanzúl e subito orientano la prua a 20 gradi nord e 30 ovest: una rotonda immaginaria a nord ovest dell’arcipelago di Capo Verde. A mezzogiorno sono al traverso dell’isola da cui decollò Colombo: La Gomera. Durante la notte la terra scompare alle loro spalle l’Atlantico li avvolge in una notte oscura, senza luna, senza orizzonte, senza dimensione.

Se sul vento fai affidamento
lascia perder l’appuntamento
Dal diario di bordo / Lunedì 12 gennaio 2026 / Giorno 0 / L’anticlone delle Azzorre è sceso a sud e non c’è vento, costeggiamo il versante a est di Tenerife con rotta 195. Il Teide è innevato. La losca del timone perde ancora un po’. Alle 17 UTC cattura di un tonetto di circa 2kg.
3

Nausee a 25 nodi

Ieri avvolti dall’oscurita non avevano contezza delle dimensioni di cosa li circonda. Beppe, durante il suo turno vede il sorgere del sole disegnare montagne d’acqua. Skua scala le cime, sprofonda nelle valli, ogni tanto le attraversa. L’Orvea Baltico, il wc di bordo, viene ripristinato da Marco e Vincenzo dopo anni di ostracismo da parte dei puristi del “falla in mare”: Francesco e Beppe. Marco si fa di xamamina e biochetasi non ha la nausea ma al timone vede stelle in mare e barche in cielo. Vincenzo è a pezzi e non racconta più storie. Hai il mal di mare? Risponde - No! Intossicazione alimentare!

Falla in mare,
no falla a bordo.
Anonimo

Dal diario di bordo / Martedì 13 gennio 2026 / Giorno 1 / Ore 11 UTC. Ci troviamo a 25 52N 019 53W. Notte difficile. Strambate. Vomiti. Onde alte e incrociate. Vento 28 nodi. Persa asta IOR. Turni saltati.

4

Rollio e beccheggio

Quarto giorno dal decollo. Marco ha superato la nausea. Vincenzo sta un po’ meglio, ripete – Passerà – e continua il suo digiuno. L’aliseo li spinge, loro salgono e scendono al ritmo delle onde. Skua reagisce con due movimenti: beccheggio e rollio. Questi due demoni rendono ogni attività terricola scomoda, dolorosa e a volte impossibile sul mare. Gli oggetti scivolano su piani inclinati per sfuggire alla loro presa. Riempire un bicchiere d’acqua richiede perizia, cordinamento, concentrazione. Lo spazio vuoto negli stipetti crea frastuono e rotture. Ogni cosa deve esser tenuta ferma dalle altre. Ogni movimento deve essere fluido come una danza.

Dal diario di bordo / Mercoledì 14 gennaio 2026 / Giorno 2 / Ci troviamo a 25 11N 022 10W. Ieri sera al tramonto molte piccole stenelle giocavano con noi. Vento sceso a 20 nodi. Randa due mani e yankee piccolo tangonato. Pesci volanti sbattono contro di noi. Forte rollio.

5

Non è una vacanza

Nonostante la latitudine (25 nord) occhiali da sole, creme solari, costumi e bermuda sono intonsi sul fondo dei loro bagagli. Al loro posto indossano cerate, pantaloni lunghi, cuffie, maglie, felpe. Il cielo è grigio, il sole non c’è, la notte è fredda, ne luna ne stelle. Solo vento, mare e onde, tante onde, onde in abbondanza. Vento e onde al giardinetto creano un rollio medio di 45 gradi. Il timoniere di turno, fa lo slalom salendo e scendendo sulle onde, tiene la rotta e cerca di creare meno disagio sottocoperta. Dormire, come lo si intende normalmente è impossibile. Vincenzo sta meglio. Accenna qualche anedotto tra pochi sorsi di tè. Marco applica solide procedure domestiche. Beppe si improvvisa un giacciglio-tana nel calavele. Francesco si fa la barba.

Dal diario di bordo / Giovedì 15 gennaio 2026 / Giorno 3 /

6

Connessioni delicate

– Ciao! – Ciao!! Starlink si è rotto! – Voi come state? – Bene, tutto bene. Ti sto chiamando dal telefono satellitare. Se non riusciamo a sistemare Starlink dobbiamo ridurre i contatti e l’aggiornamento del sito Skua. – Peccato. State bene. Ciao. – Ciao!

Dopo l’ennesimo groppo (colpo di vento di breve durata accompagnato da pioggia…) la tecnologia satellitare smette di funzionare. Tutti stanno bene, il cibo è ottimo, la navigazione è tranquilla, le dotazioni di sicurezza sono efficienti. L’unico problema è che non possono dire che non ci sono problemi.

Dal diario di bordo / Venerdì 16 gennaio 2026 / Giorno 4 / Ore 12 UTC-1. Vento stabilmente tra 25 e 30 nodi. Onde alte con treni secondari che frangono in pozzetto. È una prova di resistenza molto dura. La notte è nera e interminabile. Oggi alle 11.00 primo pallido sole ma sempre tanto vento. Randa due mani e yankee piccolo, rotta 260 velocità tra 6 e 12 nodi.

7

Ma ci stiamo muovendo o cosa?

– Che giorno è oggi? – Da quando siamo partiti? – Ti ricordi quando abbiamo mangiato la papaya? – Riusciresti a disegnare quella nuvola? –

Più il viaggio sprofonda nell’Atlantico più le giornate si ripetono identiche e le note sul diario di bordo diventano essenziali: consumi, meteo, punto nave. Il lentissimo incedere, l’orizzonte sgombero, le forme cangianti delle nuvole, il ritmo spezzato delle onde. La memoria senza segnaposto visivi della navigazione va in crisi amaliata dal senso del tempo che si dissolve in un unico istante.

– Ma che pippone! – Chi è sto narratore che crede si saper tutto di tutto? – Chi di voi lo conosce? – Ecco il riso onepot al pomodoro! – Ma abbiamo mangiato pomodori anche ieri! – Può darsi, ma si stanno guastando – Tutto si sta gustando in un unico istante – Allora buttalo via e mangiamo il fresco qui e ora.

Dal diario di bordo / Sabato 17 gennaio 2026 / Giorno 5 / Ore 11.40 UTC-1 / Passano groppi continui con rinforzi di vento e pioggia fitta. Ieri c’era un po’ di rassegnazione a bordo. Oggi l’umore è migliore. È difficile vivere qui. Tutto sbatte, cigola, cade, si bagna. Si è rotto lo spinotto di Starlink e abbiamo avuto difficoltà nelle comunicazioni. Abbiamo usato l’inverter e steso un nuovo cavo di alimentazione fino all’antenna. Oggi ci siamo lavati per la prima volta. Fuori è impossibile, quindi in bagno con una spugnetta. Marco è caduto e si è fatto male a un gomito. Ora siamo a 21°38’N 029° 50’W, 330 NM a NW di Capo Verde. Domani si passerà a UTC -2. Percorriamo ben più di 160 miglia nelle 24 ore ormai da qualche giorno. Sentina sempre allagata.

8

Mosso dormire

Per dormire su Skua non sono necessari: il pigiama, le lenzuola, il materasso, il silenzio, la privacy, la stabilità. Con una buona dose di adattabilità queste sono le sistemazioni: Calavele. Piccolo giaciglio tra le sacche delle vele a prua. Avvolgente, anatomico adatto a taglie piccole. Pozzetto. Per gli amanti delle stelle e il controllo continuo di vele e navigazione. Arieggiato, panca in tek. A richiesta confortevole chaise lounge. Cabine di poppa. Spazi generosi, materasso, ripostiglio, luce. Potenziali disagi con rollio. Quadrato. Classico divano dell’ospite dotato di dispensa a portata di mano, telo antirollio. Favorisce la socializzazione. Cabina del marinaio. Essenziale e funzionale comprende: materasso, telo antirollio, luce lettura, piccolo vano indumenti. Ad un passo dal bagno.

Dal diario di bordo / Domenica 18 gennaio 2026 / Giorno 6 / Ore 14.30 UTC-1 / Finalmente una giornata di sole! Vento sui 20-22 e cielo caratteristico dell’alta pressione, con cumuli a sbuffo. Barca veloce, 7-8 nodi, più forte nelle lunghe discese dalle onde. Posizione 20°50’N 032°50’W. Stasera passiamo a UTC-2. Ancora un po’ di verdure fresche, ma la frutta è quasi tutta andata. RV 265, sempre con R2 e Y2. Mare e vento in leggera attenuazione. 18.30 UTC-1 Passa una sterna fuligginosa.

9

Scusa che ore sono?

All’arrivo, nel veloce viaggiare contemporaneo, si adotta il fuso orario del luogo raggiunto. Nel lento incedere di Skua (7 nodi ovvero 13 chilometri orari circa) sarebbe ridicolo procurasi gli effetti del jet leg. Ecco perché le lancette dell’orologio di bordo vengono portate indietro di un’ora ogni volta che si passa il meridiano del fuso: 15W, 30W, 45W, 60W.

Dal diario di bordo / Lunedì 19 gennaio 2026 / Giorno 7 / Ore 11.00 UTC-2 / Notte tremenda trascorsa tra groppi e onde che flagellavano la poppa. Brutti colpi. Posizione 20°09’N 035° 10’W vento a 25 nodi. Velocità 8 nodi stabile. Si corre in mezzo ai dragoni urlanti che scoppiano di fianco a noi. Tutto è difficile a bordo. Ore 12 UTC-2 presa terza mano alla randa.

10

L’Aliseo permanente

– Quando finirà? – Finirà? – Sono nove giorni che l’Aliseo ci ha risucchiato – Le previsioni sono fotocopia del giorno precedente – E se non finisce di soffiare? E se siamo finiti in una ciambella di vento? Vortice senza centro? – Dannati a girare in tondo nell’Atlantico – .

Da mediterranei sono abituati a venti effimeri, vanitosi, di mare, di monti. Che vanno e vengono, cambiano direzione e intensità. Non è così l’Aliseo. Lasciate le Canarie vengono ammaliati, aspirati da brezze leggere. Poco dopo, senza accorgersene, ne sono totalmente soggiogati. La sua potenza pulsa tra 20 e 37 nodi. Soffia verso ovest flettendo di pochi gradi a nord o a sud. Il giorno e la notte non fanno differenza. Il mare lo asseconda con onde discontinue per altezza, periodo e direzione. Le nuvole lo accompagnano con groppi che si rincorrono sorpassandosi e sorpassandoli, sputandogli adosso scrosci di acqua tiepida che oscurano sole e stelle.

Dal diario di bordo / Martedì 20 gennaio 2026 / Giorno 8 / Ore 07.20 UTC-2 / Stando alle previsioni oggi dovrebbe essere il giorno peggiore. La notte è passata tra groppi e onde enormi incrociate. Il vento ha girato a oltre 90° e questo ci porta con rotta 280, almeno fino a che non avremo il coraggio di strambare. Raffiche a 37 nodi e pioggia. Ore 09.55 UTC-2 avvistata balena in posizione 19°32’N 037°36’W. Schiena grigia grande e lenta. Cambiata la cartografia nello Zeus. Ore 19.30 UTC-2 Prima luna nel cielo! 28 nodi da 110. RV 265. Onde incrociate frangono nel pozzetto. Cena riso basmati e verdure fresche rimaste. Velocità 7 nodi con R3+Y2.

11

One pot

Cucinare a bordo, come il governo, la cambusa o le manovre, può essere faticoso e pericoloso. La cucina contribuisce al benessere dell’equipaggio. Occorre cucinare in sicurezza, consumare poca acqua e poco gas, lavare meno stoviglie, ridurre gli ingombri. Riportiamo qui, estratti direttamente dal diario di bordo, alcune note su un buon uso di un solo fornello e di una sola pentola.

Attrezzi. Pentola a pressione, coltello, mestolo, paletta.
Ingredienti. Umidi: verdure, carne, pesce, legumi in scatola, olio, acqua… Secchi: pasta, riso, cous cous, legumi…
Metodo.

  1. Mettere in pentola gli ingredienti/odori per un eventuale soffritto (olio, cipolla, aglio, zenzero, acciughe…)

  2. Aggiungere gli ingredienti umidi tagliati in dimensioni diverse in base alla loro umidità e consistenza. Per esempio: per assaporare a fine cottura la differenza tra una patata e un pomodoro dovete tagliare la patata a pezzi più piccoli del pomodoro. 

  3. Aggiungere il secco e mescolare il tutto. Valutate attentamente l’umidità, la consistenza e la densità.

  4. Se necessario aggiungere acqua e sale sulla base dell’obiettivo. Per una zuppa liquida con l’acqua potete arrivare a filo con gli ingredienti. Se la volete densa potete stare a metà. Per una pasta asciutta potete stare a due centimetri dal fondo.

  5. Chiudere la pentola a pressione, accendere il fuoco media intensità. Spegnere dopo un minuto di fischio e lasciare perdere la pressione senza aprire lo sfiato.

  6. Valutate il risultato. Se il secco non è cotto potete ripartire dal 4.

Trucchi.
Se tutto si è sciolto in una poltiglia presentate in gavetta come potage o soupe arrichito da gallette secche sbriciolate. Se il fondo si è seccato dite che la pasta è in crosta a due cotture: carbone e vapore.

Dal diario di bordo / Mercoledì 21 gennaio 2026 / Giorno 9 / Ore 07.45 UTC-2 / Posizione 18°50’N 039°52’W Notte infernale. Colpi al corpo e alla testa. Vincenzo vomita a tutto spiano. Groppi continui. Mare incrociato. Adesso si intravede il sole, ci sono 25 nodi e questo fa ben sperare per la giornata. Le notti sono buie come il catrame. Ore 11.25 UTC-2 Riparata scotta Y2 e tolta mano alla randa. Vento tra 22 e 26 nodi sempre oltre i 100. Andiamo con angolo 160SX e RV 265.

12

Voci, scricchiolii, frastuoni

– Ma le sentite anche voi le voci che vi parlano, un lontano salmodiare incomprensibile. – Io sento il barattolo di pelati che urta la scatoletta di tonno. Le stoviglie che tintinnano nello scolapiatti. – A me affligge la scotta della vela di prua che frusta il carrello. Altro che voci lontane. – A volte sono parole che si infilano tra gli altri rumori. Altre delle lunghe e amabili conversazioni in un chiostro di un convento. – Io non sento niente, mi metto i tappi! – Io le sento le voci! Mi fanno compagnia. Sembra che lo scafo di Skua sia una grande cassa armoica che, scorrendo sull’acqua, amplifica suoni dal mare a cui noi terricoli cerchiamo di dare un senso. – Vuoi dire che qualcosa che sta quà sotto a oltre 4000 metri di profondità vuole mettersi in contatto con noi?

Dal diario di bordo / Giovedì 22 gennaio 2026 / Giorno 10 / Ore 10.30 UTC-2 / Posizione 17°58’N 042° 37’W La notte è trascorsa sotto il passaggio compatto di molti groppi, con pioggia e rinforzi fino a 38-40 nodi. IL barometro aveva annunciato qualcosa scendendo sotto i 1014 hPa. Adesso sole, onde in leggera attenuazione e vento sui 20-25 nodi da 90-95. Procediamo a 7-8 nodi con R2 e Y2. Corrente equatoriale ovest stimata tra 0,7 e 1,1. Ore 19.10 UTC-2 Il vento resta tra i 20 e i 23 nodi ma le onde iniziano ad abbassarsi. 1014hPa in posizione 17°48’N 043°35’W.

13

Ondografica

L’ondografica è la trascrizione visiva del moto ondoso attraverso un corpo umano in navigazione dotato di stilografico digitale. Le trascrizioni sono avvenute a bordo di Skua in navigazione nell’0ceano Atlantico Settentrionale dalle ore 06:00 alle ore 18:00 di sabato 24 gennaio 2026 lungo la rotta che unisce le coordinate 17°44’N 044°03W e 17°18’N 46°13W. Ogni ondografica è la traccia visiva di 90 secondi di navigazione.

Dal diario di bordo / Venerdì 23 gennaio 2026 / Giorno 11 / Ore 04.45 UTC-2 / Solo un groppo stanotte. Rilevato “Neptuno” 16NM a S. Procede a circa 5,5 nodi. IL vento è calato a 15 nodi, non si era mai visto così tenue. Forte profumo dell’oceano. Ore 11.35 UTC-2 contatto radio con “Neptuno” 5NM a S. Ore 12.30 UTC-3 tolta mano randa e alzato Y2 con uno stroppo di dyneema. “Neptuno” avvistato. Ore 16.00 UTC-3 navighiamo paralleli a “Neptuno” distanti 4NM. Dopo un groppo vediamo un bell’arcobaleno a poppa. Saltano tonni e lampughe vicino a Skua.

14

Nuvole

Dal diario di bordo / Sabato 24 gennaio 2026 / Giorno 12 / Ore 06.00 UTC-3 / Abbiamo navigato tutta la notte in prossimità di “Neptuno” che abbiamo scoperto essere un catamarano di 16 metri. Andiamo alla stessa velocità. Siamo in posizione 17°08’N 047°09’W. Alle 03.00 UTC-3 abbiamo incrociato le rotte, noi davanti. Ora “Neptuno” è 1.5NM dietro di noi. Notte serena, vento in calo e onde in calo. Ore 13.00 UTC-3 17°00’N 047°50’W issata trinchetto insieme allo yankee piccolo alzato. Abbiamo navigato così per circa due ore, ma dovendo orzare non paga in termini di VMG. Ora vento sui 20 nodi e facciamo 7 nodi in rotta. Ci troviamo a 745 NM dalla Martinica.
Volevano descrivere le nuvole
ma poi si son persi a guardarle
Anonimo
15

Panificazione atlantica

Oggi panificano al superamento del 50esimo meridiano e al compleanno di Vincenzo. Lievitazione notturna, cottura lenta e a bassa temperatura. Schiacciata molto ciabatta.

Dal diario di bordo / Domenica 25 gennaio 2026 / Giorno 13 / Ore 04.50 UTC-3 / Oggi è il compleanno di Vincenzo. La notte è tranquilla, con vento tra i 18 e i 25 nodi, un solo groppo passato velocemente. L’aria è molto più umida del solito, di temperatura mite. Siamo quasi alla longitudine della Guyana francese. Posizione 16°43’N 049°30’W. Ore 11.30 UTC-3 nuova posizione 16°39’N 050°12’W. Passato il 50esimo meridiano. Oceano mite con qualche onda incrociata data dal mare vivo sullo swell. Vento sempre a 25 nodi da 75-85. 1018hPa. Andatura sempre con randa a due mani e yankee piccolo.

16

Abitare il mare

Navigano ininterrottamente da sedici giorni scanditi da quattro turni di lavoro. Uno da due ore la notte e due da tre ore il giorno. Le attività principali sono: manovrare il timone e le vele per mantenere la rotta e la sicurezza della navigazione, cucinare e tenere ordinata e pulita l’imbarcazione. A queste si aggiungono: compilare il giornale di bordo, governare la cambusa, stoccare i rifiuti, monitorare i consumi d’acqua, energia, gasolio, gas, prendersi cura dei malati a bordo, controllare e sgottare la sentina. Per il resto l’equipaggio è franco. Il comandante è il responsabile unico della navigazione. Questo elenco operativo non garantirebbe nessuna navigazione d’altura se non fosse supportato da un assetto fisico e mentale chiamato piede marino. Ma su questo ci torneremo.

Dal diario di bordo / Lunedì 26 gennaio 2026 / Giorno 14 / Ore 04.45 UTC-3 / Posizione 16°24’N 052°02’W. Questa notte l’aliseo ha soffiato con insolita veemenza per molte ore, alzando onde sulla poppa che il pilota automatico non riusciva a gestire. Ora al cambio turno il vento è tornato tra 20 e 25 nodi e il pilota governa bene. 1014hPa. Rotta vera 265. 500 miglia dalla Martinica. Ore 10.15 UTC-3 issato yankee grande, vento 18 nodi e randa con una mano. Incrocia 3 miglia davanti a noi il cargo cinese Chilo Changjang. Posizione 16°18’N 052°34’W. Ore 18.52 UTC-3 abbiamo passato l’intero pomeriggio con randa a una mano e yankee grande tangonato, con barca molto veloce, piuttosto al limite per queste condizioni. Dalle 10.15 abbiamo percorso oltre 60 miglia, il che fa una media di 7.5 nodi. Marco ha riparato il led della cucina. Sempre acqua in sentina e un’ora di motore al giorno per ricaricare le batterie. Ore 19.25 UTC-3 brutto sussulto del motore, che abbiamo prontamente spento.

17

Siamo arrivati d'estate

La temperatura sale e il vento cala. Il blu è maculato da enormi isole di alghe galleggianti color oro zecchino: la Great Atlantic Sargassum Belt. Dal corredo di vele scelgono le più adatte alla stagione. Sfoggiano lo spinnaker carioca per l’aperitivo, nero per la cena. La media delle miglia percorse aumenta, i Caraibi si avvicinano e esercitano la loro influenza. Subito preparano la lista dei desideri, nell’ordine:

  1. un posto barca,
  2. quattro bicchieri di acqua minerale gassata,
  3. quattro docce,
  4. quattro ghiaccioli, due al limone, due alla menta,
  5. quattro polletti alla griglia con pelle croccante e salse locali piccanti servite a parte,
  6. una cena con 10 portate cucinate con 10 pentole, serviti su 10 piatti su un tavolo orizzontale fermo,
  7. un corso di salsa e merenghe.

Dal diario di bordo / Martedì 27 gennaio 2026 / Giorno 15 / Ore 06.45 UTC-3 / 16°05’N 054°37’W Il vento è caduto a 12-14 nodi 90 da 90-100. Abbiamo strambato e tolto tutte le mani per la prima volta. Fra poco isseremo lo spi. Ore 07.30 UTC-3 issato spinnaker grande (S1 nero), si vola! 7,5 nodi quasi in rotta, tra 250 e 260. Ore 09.45 UTC-3 attraversiamo isole enormi di alghe. Rotta vera 245, sempre 7,5 nodi. Siamo a 6 miglia dal 55esimo ovest. Ore 15.20 UTC-3 Alle 11.30 lo spi grande si è rovinato alla base e lo abbiamo sostituito con lo spi piccolo (S2 colorato) per sistemarlo. La barca fila comunque a 6,5 di media. L’oceano è ancora chiazzato di alghe dorate. Ora siamo a 55°30’W. Anche se siamo già entrati nel fuso UTC-4, aggiorneremo l’orario di bordo domani a mezzogiorno, per l’ultima volta. L’AIS ha avvistato una petroliera diretta in Venezuela a 10 miglia da noi, ma a occhio nudo non siamo riusciti a scorgerla. La pressione è scesa per la prima volta sotto i 1013,25 ovvero il confine tra il regno dell’alta e il regno della bassa. Nelle ultime planate stiamo correndo a 8,5 nodi, con vento in leggero aumento.

18

L'equipaggio

È ora che vi presenti i protagonisti di questa spedizione prima che atterrando vengano travolti dalla vita terricola, le burocrazie e le comodità.

Marco Poggia. Primo marinaio. Apneista, ingegnere, responsabile dell’equilibrio elettrico, lavastoviglie tripla AAA, timoniere omologato RINA. È dotato di accendino fiamma ossidrica, mutanda chiedo libera pratica, set di berretti per ogni condizione meteo marina, raffio estensibile, centrale ricariche. 

Vin Conato. Secondo marinaio. Fotografo di bordo e fuori bordo. Pescatore subacqueo. In questa attraversata ha sofferto il mal di mare. Le prime due settimane le ha trascorse sdraiato: occhi chiusi e digiuno. Quando il malessere si allontana sale in pozzetto e ci racconta le sue avventure tragicomiche, che iniziano sempre con “Ho un amico che…”. Nonostante la nausea ha ottenuto la concessione di fare una carbonara con due tegami. La pulizia della cucina ha richiesto due turni del marinaio Marco Poggia.

Fra Cristoforo. Comandante e armatore. Cresciuto nel mito del capitano Enrico Alberto D’Albertis e di Simone Bianchetti. Naviga sin da tenera età. Appassionato di navigazione astronomica, si attarda notte e giorno a scrutare invano il cielo in cerca  di un varco tra le nubi. Esercita il comando alternando l’esempio mostrato con “A fag tut mí” a lezioni teoriche sui principi della navigazione. Si dedica alla panificazione d’altura impastando e sfornando pane fresco ogni giorno per tutto l’equipaggio.

B Bozu. Armatore, nostromo, cambusiere. Amministra la disciplina di bordo con richiami all’ordine e alla pulizia enunciati con piglio flessibile e dialettico che spesso viene inteso nell’ambito del libero arbitrio e genera scarsi risultati. Non ama la frivola vita del pozzetto, fata di chiacchiere, olive e salatini che circolano clandestini a bordo aumentando il consumo d’acqua. Si ritira spesso nella calavele dove sprofonda tra sacchi, cinismo cosmico e navigazione metafisiche.

Dal diario di bordo / Mercoledì 28 gennaio 2026 / Giorno 16 /

19

Desideri infranti

Come spesso accade il mare insegna a rivedere i propri piani, a considerare il progetto uno dei tanti possibili, a mostrarsi adattabili e resilienti alle mutevoli condizione dei fluidi. E così, annusando la terra vicina fanno proiezioni di orari di arrivo, disegnano la rotta, sognano polletti alla griglia e acqua fresca con bollicine. Scommettono su un solo vento, ciechi alle nuvole diventano ingordi di futuro e spingono le vele ai limiti. Nella notte il vento rinforza. La pioggia è calda e pesante. Le vele si offendono. I tessuti si lacerano. I brandelli si aggrappano allo strallo. Pazienti le ammainano tirandole giù con le unghie dal buio della notte. Forse le riparano e poi ricominciano: fanno proiezioni di orari di arrivo, disegnano la rotta, sognano polletti alla griglia e acqua fresca con bollicine.

Il mare maestro
indica il vento
allievi distratti
sognano approdi

B Bozu

Dal diario di bordo / Giovedì 29 gennaio 2026 / Giorno 17

20

Approdo complicato

Avvistano l’isola Martinica nel tardo pomeriggio. L’orizzonte è scuro e i treni di nuvole gli scorrono sulla testa. Ogni volta che voltano le spalle ce n’è uno che avanza. Al tramonto sono investiti dall’ennesimo groppo più intenso del solito. Vista la prossimità dell’isola decidono di ammainare tutto e di accendere il Lombardini (il motore di bordo) che dopo pochi minuti li abbandona spegnendosi soffocato. Issano velocemente la vela di prua tra pioggia battente, vento e onde che frangono in pozzetto. Riescono a strambare. Scapolano il faro dell’isola di Cabrit e lentamente conquistano un po’ di ridosso dalle onde. Issano la randa terzarolata e ammainano lo yankee grande, troppo potente per controllare l’andatura. Il mare pian piano si placa, il buio li avvolge, il vento non si placca. Lentamente raggiungono la baia di Sant’Anna dove, manovrando a vela tra centinaia di barche, danno fondo all’ancora. Il viaggio sembrerebbe concluso ma raggiungere l’approdo nel profondo fiordo Cul de Sac du Marin senza motore non è cosa semplice.

Cena parca, qualche goccio dell’ottimo Darwin Collection Gin per celebrare l’arrivo e trovare sonno ristoratore. Il mare per la prima volta dalla partenza da Tenerife è tranquillo ma il sonno è turbato dalla crisi del Lombardini: Partirà? Non partirà? Cosa avrà? Sarà riparabile?

Dal diario di bordo / Venerdì 30 gennaio 2026 / Giorno 18 /

21

Cul-de-sac

Si svegliano presto. Ancora assonnati provano ad avviare il Lombardini. Funziona! Miracolo! Il tempo di un sorriso e subito si spegne in pochi soffocati rantoli. Svitano, smontano, scoprono che nelle vene del Lombardini non scorre il carburante. Aspirano, pompano, sostituiscono filtri. Niente! Infine soffiano nei tubi e dopo qualche tentativo infruttuoso sentono gorgogliare il gasolio nel serbatoio che riprende a scorrere nelle vene del Lombardini. Probabilmente la causa è un’alga che si sviluppa nel biodiesel fermo. Scossa dall’intenso rollio della navigazione ha otturato il tubo in cui dovrebbe scorrere il carburante. Risolto il problema grazie al pneuma umano, grande festa e grande bagno.

Il Lombardini romba spingendo Skua nel Cul-de-sac di Le Marin. È sabato il cantiere è deserto. Accostano in banchina, 8 piedi marini instabili sul duro cemento, imbrigliano Skua. Subito risalgono a bordo e si addormentano in attesa che il grande travel lift li sollevi dall’acqua. La traversata dell’Atlantico è terminata con tempi da record come testimoniato dal diario di bordo.

Dal diario di bordo / Sabato 31 gennaio 2026 / La traversata in numeri.

Miglia percorse 2800
Tempo impiegato 18 giorni
Media miglia giornaliera 155 MN
Velocità media 6,48 kn
Armo: Randa con 1,2,3 mani. Yankee 1 e 2. Spinnaker 1 e 2.
Gasolio 40 L.
Acqua dolce bevuta 90 L.
Acqua dolce per cucina e igiene 125 L.
Acqua salata pompata fuori dalla sentina 430 L.
Pesci pescati 1
Pasti one pot 36
Imbarcazioni incrociate 1
Bagni nell’oceano 1
Conati di vomito 560

Il mare lo devi guardare
se vuoi vedere cosa c’è

Fra Cristoforo