SKUA1852 Pesaro - Calasetta Calasetta - Tenerife Tenerife - Martinica

Pesaro - Calasetta

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Lo spazio è infinito, la memoria no.

Dall’alba hanno ingombrato con viveri, attrezzi, strumenti, ricambi e materiali di rispetto il molo di fronte al Cantiere Volpini. È l’unico imbarco previsto e la sua bontà determinerà la lunghezza del loro viaggio. Si dedicano con cura allo stivaggio ponderando ogni oggetto imbarcato: peso, frequenza di utilizzo, robustezza, raggiungibilità, forma. Tutto avviene mentre lo specchio d’acqua si anima di scafi e regattanti: colorati, leggeri, sportivi. Skua è un pesce fuor d’acqua, preparata per lunghi viaggi ha poco da dire nel contesto delle regate costiere. Su SKUA si discute con cosa equlibrare a dritta il peso delle patate poste a sinistra. A mezzogiorno dopo che ogni cosa ha trovato il suo posto, Francesco, Beppe e Marco si distaccano dal molo. I regattanti colmano presto il vuoto lasciato, ringraziano cortesi e chiedono: – Ma dove andate? – A ovest! – rispondono – Si ma dove? – Più lontano possibile con quello che abbiamo a bordo!

Dal diario di bordo / 1 maggio 2025 / H 12:30, partenza da Pesaro. Pomeriggio favorevole con 12 nodi di maestrale. Tenuto a riva lo spinnaker grande (S1) per tutto il pomeriggio e la serata. Mare tranquillo e illuminato dalla luna. Messo in pratica i turni: 3 ore di giorno e 2 di notte. Tre stati: chi è di turno è operativo (ON), chi esce è di riposo (OFF), chi deve salire è disponibile (STAND BY).

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Scendere o salire

B. – Quando si mette la prua verso sud e si danno le spalle alle Alpi ho la netta sensazione di scendere. Come se ci fosse una leggera pendenza.
M. – !?
F. – Dipende dal vento. Se lo hai alle spalle scendi, se ti soffia in faccia sali.
M. – Non credo sia il vento, potrebbe essere una questione geomagneticaculturale.
B. – Leggetevi Ai quattro angoli del mondo di Jerry Brotton.

Dal diario di bordo / 2 maggio 2025 / Regime di alta pressione in una zona barica livellata. Durante la notte e la mattinata S1 velocità 5 nodi. H 09.00, avvistato grosso tronco alla deriva. H 12.00 (a un giorno dalla partenza) 42° 39’N e 015° 4’E. Percorso 122 miglia in 24 ore. Nel pomeriggio e durante la notte il vento è calato acceso a motore.
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Ala di gabbiano

Dal diario di bordo / 3 maggio 2025 / H 09.00, 41° 18’ N e 017° 13’ E, ovvero davanti a Bari. Passate le calme del Gargano, iniziano a farsi sentire i benefici della corrente SE della Puglia. La mattina si è levata una leggera brezza, issato il genoa (G). H 12:00, miglia percorse 144 nelle 24 ultime ore: merito della carena e dell’elica pulite a dovere dal cantiere Volpini. Dalle 15.00 la brezza rinforza, stabilendosi sui 15 nodi, da levante con rotazione destra. Per tutto il pomeriggio e la serata bolina con Yankee grande (Y1). Inizialmente il bordo di maggior guadagno sulla rotta era quello mure a sinistra. Verso il tramonto tirato un bordo fino a sfiorare il promontorio di Torre Guaceto, poi virato verso il largo di Brindisi. La rotazione del vento verso sud ha fatto ruotare anche la nostra rotta dalla parte giusta, tracciando sulla carta la tipica “ala di gabbiano”. Grande soddisfazione per i tattici delle regate.

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Bonaccia a 360

Il Lombardini si fa sentire. L’equipaggio vaga stordito alla ricerca del luogo più silenzioso e della tecnologia più fonoassorbente. F. fa il bozzolo nel sacco a pelo. M. usa tasselli ad espansione di gommapiuma. B. preferisce antichi tappi di cera rosa combinati con il luogo più distante dal motore e ricco di materiali fonoassorbenti: la calavele. Dopo un po’ tutto si tace. Il rombo del Lombardini diventa rumore bianco. Il rumoroso Caronte li accompagna nel mondo di mezzo, il dormiveglia. Loro ne approfittano sapendo che nel golfo di Squillace il vento mai si tace.

Dal diario di bordo / 4 maggio 2025 / H 09.00 doppiato Santa Maria di Leuca. H 12.00, nel golfo di Taranto, percorsi 123 miglia nelle 24 ore. H 15.00, nel bel mezzo del golfo, pausa primo bagno e lavarci un po’ dal sudore. Venti variabili tutto il giorno. Alternato G, Y1 e tratti a motore. H. 21.00 il vento sta rinforzando notevolmente. Ci troviamo a 39° 7’ N e 017° 25’ E, una quindicina di miglia a E di Crotone. La notte è scura e dal promontorio di Capo Rizzuto scendono forti raffiche che rendono la navigazione incostante. Dall’altra parte della Calabria, nel Tirreno, il vento sta soffiando da NO a forza 7.

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Dove il vento mai si tace

Come preannunciato il passaggio del golfo di Squillace è rocambolesco. La notte è nera. M. è bianco e soffre il mal di mare il che lo rende indisponibile per le manovre. B. e F. osservano il volto pallido di M. che emerge dall’oscuro e chiede – Il timone per favore! È l’unica cura che placca il mio malessere – Pur perplessi F. e B. acconsentono. Si concentrano su terzaroli alla randa e vela più piccola a prua. La barca riduce lo sbandamento e rende meno oneroso il lavoro di M. ancorato al timone. Vi rimane in trance fino alla mattina, poi crolla insieme al vento.

 

Dal diario di bordo / 5 maggio 2025 / H 00:00 il vento è passato rapidamente a 25 nodi e ha formando un’onda corta. Troppo invelati con lo Y1, Skua procede troppo sbandata. Prese 2 mani alla randa e ammainato in cappa lo Y1 sostituito con lo Yankee piccolo (Y2). La barca è tornata equilibrata, la notte e passata filando a oltre 7.5 nodi di bolina.

Dal diario di bordo / 6 maggio / H 09.00 il vento è completamente caduto. Alle 12.00 percorse solo 117 miglia sulla rotta, colpa dei bordi tirati davanti a Capo Rizzuto durante la serata.

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Capo Spartivento

Dal diario di bordo / 6 maggio 2025 / H ??:?? Doppiato Capo Spartivento. In prossimità del capo il vento è stato pazzerello, con salti da 0 a 18 nodi, senza una logica comprensibile. Prepativi per affrontare lo Stretto di Messina: tavole di marea e correnti, meteo, controllo armamento e motore.

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Il passaggio dello Stretto

– Giù tutto! – Urla F. La pressione in picchiata e una calma improvvisa del vento lo avevano insospettito. Tutti si precipitano a liberare le drizze, sulle ultime pieghe delle vele il vento li ha già raggiunti e li spinge nell’imbuto. A notte fonda attraversano lo stretto a secco di tela con nuvole basse, alte montagne, stanche correnti, pioggie battenti, saete, tuoni, calme, raffiche, navi fantasma e boe invisibile. Passato il groppo sulle sponde si accendono lumini colorati che pian piano si restringono in una prospettiva senza sbocco. Loro sanno delle correnti, dei venti, dei fondali. Sanno di Scilla e Cariddi. Sanno dei due mari. Ma nonostante tutto questo sapere si sentono presi dai flussi. Ma poi c’è l’alba. I lumini scorrono a sinistra e a destra e pian piano si spengono soprafatti dalla luce, l’orizzonte si apre su un’altro mare: il Tirreno.

Dal diario di bordo / 6 maggio 2025 / H. 02.45 passaggio dello Stretto sotto pioggia battente, temporale con fulmini sulle montagne circostanti e raffiche di caduta fino a 38 nodi. Corrente favorevole. Tutti operativi ma nessuno tocca ferro!

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Nel Tirreno

La mattina scorre tranquilla. Ne approfittano per recuperare un po’ di sonno, asciugano panni e vele, rimettono in ordine pensieri e armamenti. Mentre attraversano gli ultimi sassi dell’arcipelago eoliano fanno gasolio senza toccare terra e due conti sui consumi in vista della tratta di mare aperto verso la Sardegna.

Dal diario di bordo / 6 maggio 2025 / H 10.00 accostati a Lipari per colmare di gasolio le nostre riserve in vista della traversata verso la Sardegna. Lo scalo è durato pochi minuti. Il calcolo dei consumi da Pesaro ha rivelato che si attestano sui 2,2 litri per ogni ora di motore. Navigazione tra Lipari ad Alicudi con randa piena e Y1 con vento fresco da N.

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Pane, Alicudi e alletterato

Al traverso di Alicudi cala il vento, F. impasta la farina e M. cala la traina. Il Lombardini in cabina accelera la lievitazione e a poppa trascina un improbabile animale siliconico. Al tramonto un distopico profumo di pane invade la cabina mentre il cicalino della canna mette tutti in agitazione: l’animale siliconico ha ingannato qualcosa di grosso! B. fa notare che le dimensioni sono superiori alle capacità di consumazione dell’equipaggio e di  conservazione di Skua che non ha frigo. Suggerisce il rilascio ma l’istinto predatore prende il sopravento: eccitazione, sangue, macellazione, preparazione, smaltimento e pulizia dello scafo. M. fa un ottimo lavoro di macellazione supportato da F.. B. cucina l’alletterato in tre ricette, libere interpretazioni (dettate dalle circostanze) della veneta saor e delle sarde scabecciu e burrida. Nonostante le buove intenzioni la stragrande maggioranza delle carni le hanno restituite al mare con la magra consolazione che rietrino nella catena alimentare.

Dal diario di bordo / 6 maggio / Da Lipari ad Alicudi abbiamo navigato con randa piena e Y1 con vento fresco. Al tramonto calata traina. H 21.00 catturato, macellato e mangiato alletterato da 15 kg.

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Oltre Ustica

Il meteo avverso gli suggerisce una sosta a Ustica. A M. il programma lo entusiasma, già a Lipari sperava in una bagno. Alla fine del suo turno si riposa: sogna gorgonie, barracuda, nudibranchi, cernie... Intanto mare e vento, formati e potenti, spingono con dolce determinazione verso NW. Per B. e F. il vento non si spreca e tirano dritti. M. al suo risveglio cerca le scoglire, cerca l’isola, scruta l’orizzonte... deluso vede Ustica e le sue immersioni scomparire all’orizzonte. Bagni ed escursioni subacque a futuri passaggi.

Dal diario di bordo / 7 maggio 2025 / Navigato con randa piena e Y1 con vento sui 10-12 nodi da 230 in rotazione oraria. Lo Y1 si è rivelata una vela molto potente. Siamo contenti di averla commissionata a Eurosail. Ci permette di spingere sfruttando un range di vento dai 10 ai 16 nodi di bolina e dai 15 ai 20 al lasco. H 10.00 traverso di Ustica. H 12.00 miglia percorse 125. La rotazione del vento ci ha spinto a navigare per NNO. H 18.00 39° 12’ N e 012° 16’ E, praticamente nel cuore del Tirreno. Viste le previsioni salire ancora un po’ prima di virare verso la Sardegna.

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Verso la Sardegna

Semplificando Pitagora: per sapere la distanza da cui si vede la terra occorre moltiplicare 2,10 × (√altezza della terra + √altezza dell'osservatore). Semplificando ancora di più: il monte più alto del sud-est della Sardegna (Monte Serpeddì) è di 1067m., B. è alto 1,65m. B. dovrebbe vedere la sua terra d’origine a 35,36 miglia. Dovrebbe, ma con il tramonto in faccia e le nuvole basse non vede granch’è.

Dal diario di bordo / 8 maggio 2025 / Alla mattina il barometro di bordo segna di nuovo la pressione in calo. Temporali nel Canale di Sicilia e nel Canale di Sardegna. Come previsto l’avvicinamento alla Sardegna avverrà con vento in aumento. Alle 12.00 siamo in posizione 39° 23’ N e 010° 40’ E. Abbiamo guadagnato solo 80 miglia sulla giusta rotta. Le miglia percorse sono state molte di più, ma fuori rotta, per colpa dei venti occidentali che hanno soffiato dalla mattina. Nel tardo pomeriggio finalmente abbiamo riguadagnato verso SO, sfruttando il nuovo vento di NE, con buon rinforzo. Per la prima volta in questo viaggio abbiamo tenuto a riva il genoa tangonato. Alle 21.00 navighiamo con S1 a gran velocità sotto un vento di 18 nodi.
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Golfo di Cagliari

Nera è la notte, nero è lo spinnaker. A prua hanno l’oscuro, il nulla che li risucchia. La vista gli è inutile. Le orecchie sono tese nell’aria. Le piante dei piedi hanno profonde radici nell’acqua che scorre. Chissà se quando hanno acquistato, a prezzo scontato, il grande pallone nero si immaginavano una notte altrettanto nera.

Dal diario di bordo / 9 maggio 2025 / Il sud della Sardegna è filato a gran velocità impressa dallo spinnaker. La barca è stata portata volutamente al limite, con punte a 10 nodi. Dopo un paio di straorzate abbiamo deciso di ammainare e di chiudere questa prima traversata con lo Y1 fino a Porto Malfatano, che abbiamo raggiunto alle 04:45.
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Porto Malfatano

Porto Malfatano è una baia protetta, ultimo lembo di terra che considerano casa. Oltre è ovest. Vi danno fondo avvolti dall’oscurità. Cercano con le torce gli spazi liberi dalla poseidonia ove calare l’ancora. Sistemato l’ormeggio qualcuno propone una spaghettata. Nessuna risposta tutti si spengono soli nel silenzio della baia, nel buio profondo. La mattina si svegliano travolti dalla luce, dai colori e dagli odori della primavera sarda.

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Capo Teulada

La prossimità della costa, la meta che si avvicina, li rende pensierosi e silenziosi. M. si prende cura delle sue scarpe per renderle adatte alla dura terra. B. sprofonda nei ricordi della sua giovinezza: lunghe estati trascorse a piedi nudi su questi scogli con lo sguardo fisso verso il Mare Sardantico. F. osserva e valuta il paesaggio come meta per scorribande estive con la famiglia. Tutti ponderano e fanno bilanci del viaggio appena trascorso e già lo proiettano verso Gibilterra, l’Atlantico...

Dal diario di bordo / 9 maggio 2025 / Alle 11.00 lasciamo l’ormeggio manovrando a vela. Alle 12.30 abbiamo doppiato Capo Teulada navigando con S1. Alle 14:00 a sinistra Isola del Toro a dritta Vacca e Vitello. Poi tra Capo Sperone e il Banco Pomata grande impianto ittico. Alle 16.00 il vento molla completamente. Alle 18:00 raggiunto il porto di Calasetta a motore.

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Atterraggio a Calasetta

Dopo 9 giorni di navigazione ininterrota (4 giorni meno del previsto) mettono piede a terra. Il pontile galleggiante rende meno duro l’atterraggio. Sistemato l’ormeggio annotano subito le criticità: accorciare tavolo quadrato, aumentare taniche gasolio, molle ormeggio, gualdrappa... B. e F. decidono di rientrare subito. M. si stupisce del loro disinteresse per la terra. Avrebbe voluto esplorare l’isola, fare qualche imersione sospesa. A B. e F. interessa sopratutto navigare, mare e vento. Cena di saluto e di bilanci poi tutti all’aereporto. Ci si vede alla prossima!

Dal diario di bordo / 9 maggio 2025 / Alle 18.00 abbiamo raggiunto e ormeggiato nel porto di Calasetta, sull’isola di Sant’Antioco.

Il totale del trasferimento da Pesaro a qui è stato di 9 giorni, con circa 1000 miglia percorse.

Il viaggio prosegue!
Seconda tappa
Calasetta Tenerife